C’è un cigno che muore accerchiato da un Palazzo
Un cigno misterioso in abiti di seta
Che invece di guizzare nella corrente lieta
Si stanca affaticato a guardare lo spazio.
Il cigno è un malato che adora il Dio d’oro;
Il Sole, il padre di razze, feconda la sua agonia
Per ciò la sua tristezza è una sinfonia
Di fiori che si socchiudono nelle ombre del pianto.
Ha il petto attraversato da un pazzo pugnale,
Goccia a goccia il suo sangue si diluisce nel lago
E le azzurre acque s’incantano sotto il magico
Potere dei rubini che distilla il suo male.
L’anima di questo cigno è una sensitiva
Non alzate la voce in riva allo stagno
Se non volete che il cigno col becco si strappi
Il pugnale che sostiene la sua furtiva esistenza.
Raccontano vecchie leggende che è malato l’amore.
Che l’enorme cuore gli si è centuplicato
E che nelle viscere ha come il Crocifisso
Un dolore che alberga tutto l’umano dolore.
E le leggende raccontano che è un cigno-poeta
Che la magia del ritmo le ha unto la gola
E canta perché sì, come canta il ruscello
La rima cristallina della sua irrequieta corrente,
Io ho sognato una notte che nel vecchio Palazzo
C’era il cigno stanco di guardare lo spazio.
(Alfonsina Storni)
Benvenuti nel mio Blog dedicato alla poesia, all'arte, al teatro e alla musica.
venerdì 24 febbraio 2012
martedì 14 febbraio 2012
Alla tua salute, Amore mio!
Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento.
(Alda Merini)
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento.
(Alda Merini)
lunedì 13 febbraio 2012
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Sei la mia schiavitù
sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
(Nazim Hikmet)
sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
(Nazim Hikmet)
lunedì 6 febbraio 2012
In Amore
"Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti assieme dietro ai vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo".
"Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo per le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spianavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi".
"Forse tutto è così, crediamo che attorno a noi ci siano creature simili a noi e invece c'è il gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico, ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli".
(Dino Buzzati)
lunedì 12 dicembre 2011
Passione d'amore
Quei parmi in cielo fra gli Dei, se accanto
ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente
i dolci detti e l'amoroso canto!
A me repente,
con più tumulto il core urta nel petto:
more la voce, mentre ch'io ti miro,
su la mia lingua nelle fauci stretto
geme il sorriso.
Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
un indistinto tintinnio m'ingombra
gli orecchi, e sogno: mi s'innalza al gaurdo
torbida l'ombra.
E tutta molle d'un sudor di gelo,
e smorta in viso come erba che langue,
tremo e fremo di brividi, ed anelo
tacito, esangue.
(Saffo)
ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente
i dolci detti e l'amoroso canto!
A me repente,
con più tumulto il core urta nel petto:
more la voce, mentre ch'io ti miro,
su la mia lingua nelle fauci stretto
geme il sorriso.
Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
un indistinto tintinnio m'ingombra
gli orecchi, e sogno: mi s'innalza al gaurdo
torbida l'ombra.
E tutta molle d'un sudor di gelo,
e smorta in viso come erba che langue,
tremo e fremo di brividi, ed anelo
tacito, esangue.
(Saffo)
Ho bisogno di poesia...
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini)
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini)
venerdì 9 dicembre 2011
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